Continua il percorso accidentato del Napoli di questa annata

spalletti

Quarto flop casalingo del Napoli quest’anno. Alle tre debacle registrate in campionato se ne aggiunge un’altra ancora più clamorosa con la Fiorentina nel match degli ottavi di Coppa Italia. Col 2-5 di ieri sera al “Maradona” gli azzurri regalano i quarti del torneo ai viola di Vincenzo Italiano. E lo fanno nell’arco di 120 minuti in cui hanno rincorso con successo il pari per due volte. Il 2-2 illusorio arriva proprio sul filo di lana della chiusura dei tempi regolamentari. Obbligatori quindi altri trenta minuti nei quali gli uomini di Spalletti subiscono un crollo verticale da ogni punto di vista. Principalmente psicologico, se pensiamo che fra l’84° e il 93° si fanno espellere prima Lozano e poi Fabian Ruiz. Il messicano addirittura con un rosso diretto. Cosa curiosa (?) è che i due erano subentrati non da molto a Politano e Demme. Si suppone quindi non particolarmente stanchi, né frustrati. Forse erano svogliati, avrebbero fatto volentieri a meno di sostituire i colleghi. E allora il discorso diventa più serio. Al punto tale che potremmo essere alle prese con l’ennesimo mistero che si annida nello spogliatoio, o in Società, o in tutt’e due. Una cosa appare certa. Il calo di presenze dei tifosi sugli spalti è sintomo sempre più di un malcontento che sembra oltretutto consolidarsi.

Il pubblico partenopeo sembra, per la prima volta negli ultimi anni, essersi allontanato dai propri beniamini, i cori, quelli che alimentavano la squadra sembrano sbiaditi. Troppi rospi mandati giù possono minare il supporto stabile che da sempre la tifoseria napoletana ha assicurato ai propri colori. C’è reversibilità per tutto questo? Difficile rispondere. I rumors di queste settimane ci dicono che il buon ADL stia pensando in grande. In che senso, direbbe Verdone. Anche di vendere e farsi da parte? O come pare più probabile ridimensionare il giocattolo e coloro che con esso si dilettano?

E Lucianone, quanto c’è di suo in questo vertiginoso ottovolante? Non poco, a ben vedere. La preparazione atletica è la maggiore indiziata di questo calvario se è vero come è vero che rotture, lesioni e risentimenti muscolari ben presto hanno inibito a Spalletti di schierare il migliore undici possibile. Tutti ricordiamo che il tecnico toscano ha sempre ben nascosto le defaillances del proprio staff illudendo e illudendosi che si era tutti titolari e che pressappoco l’uno valeva l’altro. Così non è stato purtroppo e bisogna prenderne atto. Per giunta ci si è messa l’ecatombe della pandemia ma quest’ultima ha riguardato e riguarda tutti.

Invece si comincia a vedere una certa involuzione nel gioco, ci auguriamo di sbagliare. Ieri sera appunto il gioco degli uomini in viola è sembrato a tratti stratosferico rispetto a quello praticato dagli antagonisti partenopei. Neanche si fa più caso all’assenza dei quattro moschettieri d’Africa. Se ne parlava molto di più agli inizi d’autunno, quando col vento in poppa si cercava di mettere le mani avanti per un eventuale calo nel mese di gennaio, nel quale sarebbe mancata l’ossatura della squadra. Ricordare l’handicap adesso non serve granché visto che il vascello azzurro è affondato molto prima del previsto. E per cause molteplici.